domenica 20 maggio 2012

Lollipop Chainsaw


Che Suda51 fosse un pazzo scatenato non avevamo dubbi, infatti titoli come No More Heroes e Shadows of the Damned sono li a farlo notare, ma sicuramente ora con Lollipop Chainsaw siamo ad uno stadio inoltrato. Lollipop Chainsaw, è la realizzazione di un sogno di un giovane brufoloso e con i primi baffetti che spuntano sopra le labbra, che accorpa in un colpo solo zombie, high school e cheerleader armate di motosega. Anzi una cheerleader, Juliet Starling con la missione di  ripulire la sua la sua scuola da branchi di non morti fatti ritornare in vita dal perfido compagno di scuola Swan.



Un plot sicuramente con poca veridicità, roba che Buffy è Shakespeare, ma davvero completo per mettere in scena tutta la fantasia malata, dissacrante, scherzosa e bizzarra del estroso designer nipponico. In concomitanza della Game Developer Conference il gioco è stato fatto vedere dando la possibilità ai giornalisti interessati di prendere il pad in mano e provare tutta la follia del gioco, da sempre marchio degli sviluppatori, i Grasshopper Manufacture. Lollipop Chainsaw è un classico action alla Gof of War tanto per rendere l'idea, ma l'insieme condito da molteplici variabili di gioco che divagano un bel po' dal classico tran tran attacco debole, schivata, attacco forte. In primis la nostra eroina in minigonna può accedere ad un corposo, ma non troppo, menù così da poter personalizzare tutte le skills, andando quindi a migliorare le sue statistiche e decidere che nuove combo sbloccare. Un'avanzamento fatto proprio per decidere il proprio stile di gioco e per allontanare Lollipop Chainsaw dal tanto vituperato button mashing. Dopo di ciò tra l'affettare uno zombi e l'altro Suda 51 ha inserito molte altre esperienze alternative così da variare maggiormente le azioni. Come quando in casi estremi Juliet può chiedere a quello che resta del suo ragazzo di prendere possesso di un corpo o come quando  la telecamera rende il gioco in pratica a in 2D con in più anche dei piccoli puzzle da risolvere.

Siamo di fronte a varietà di gioco insomma. Per finire, questi primi test di Lollipop Chainsaw ci fanno ben sperare nell'ultima creazione di Suda 51. Vicino a un sistema di gioco non proprio originale sarà possibile immergersi in una sarabanda di situazioni ed esperienze di gioco davvero inimmaginabili, come strambo è lo stile artistico scelto, caratterizzato da tanta ironia, sangue a fiumi e un pizzico di erotismo che ci va sempre bene. Quello che ci sarà da capire è se sarà ripetitivo, ma a giudicare dal poco che si è potuto vedere speriamo per un gioco che non annoi.

mercoledì 16 maggio 2012

Max Payne 3


Il 18 maggio sarà disponibile un gioco che ormai da molto tempo è nelle brame di davvero molti giocatori di tutto il mondo. Non si tratta di Half Life 3,  ma anche in questo caso si tratta di un un terzo capitolo di una saga di sicuro meno storica dello shooter di Valve, ma sicuramente seguita come Max Payne 3. Il franchise di Max Payne riporterà i giocatori nelle vesti del rude detective di New York City ma in questa avventura l’isola sarà solo marginale nella storia. Max Payne 3 si trasferisce al caldo, in Brasile per la precisione, per un’impresa che sembra voler custodire inalterato il carisma e la spettacolarità che ci hanno fatto tanto amare i primi due.


La vicenda di Max Payne si colloca temporalmente otto anni dopo le vicende del secondo capito, con Max che a San Paulo fa da bodyguard a una rinomata figura del luogo. Avremo la svolta nel momento in cui la moglie del capo verrà rapita da una banda locale, con Max che allora dovrà cominciare impresa pericolosissima che sembra fargli rivivere i fasti delle sparatorie a New York.
Il sistema di gioco rimarrà quello che già conosciamo, cunvulse sparatorie e bullet time a go-go il tutto sviluppato non più da Remedy, gli ingegnosi ragazzi finlandesi autori anche di Alan WAke, ma da Rockstar stessa, ormai in grado di portare avanti fantastici giochi in qualsiasi dei suoi studi esterni. Max Payne 3 vuole quindi essere una versione ricreata da zero, rivista, corretta e migliorata dei primi due, con cui condivide molto più di quanto sembrerebbe ad una prima distratta occhiata. Le ambientazioni sono davvero atipiche, e notiamo che prima di ogni cosa la struttura dei livelli è rimasta immutata: in Max Payne 3 le zone si susseguono affollate da nemici sparsi in ogni punto così di fare spesso l’uso del bullet time e delle armi da fuoco per proseguire nel gioco. In confronto agli anni passati la tecnologia ha fatto passi da gigante, come l'uso del motion capture non non solo di uno ma di tutto un gruppo, così da ricreare movimenti più reali durante le pattuglie. Sarà incrementata l'interazione con l'ambiente visto Max Payne 3 utilizza il motore grafico di Rage, prima utilizzato su GTA IV e Red Dead Redemption, e questo mette in gioco una variante in più durante gli scontri, i quali hanno evidenziato ancora di più la ferocia di un uomo che non ha davvero più niente da perdere.

Possiamo tranquillamente dire che Max Payne 3 nonostante o forse per fortuna non sia un comune seguito per lasciar calmi i fan appassionati ha mantenuto inalterato il suo dna e ciò è quello che più conta, d'altro canto ha provato di mettere in tavola la carta di un deciso rifacimento del comparto grafico, o meglio di di una ambientazione più moderna per cercare di anche i giocatori che non hanno mai conosciuto una saga vecchio stampo come quella di Max Payne.

domenica 13 maggio 2012

I migliori giochi per PS3


Ecco a voi migliori giochi per PlayStation 3. Tale classifica non potrà non scontentare qualcuno, però tra esclusive Sony e titoli multipiattaforma è molto facile redigere una lista che comprenda i più bei giochi della console nipponica. Alla decima piazza abbiamo Resistance 3, capitolo finale di una serie nata proprio con PlayStation 3 e che nel corso degli anni è stata capce di rispettare il suo stile particolare, molto distaccato dal comune sparatutto in prima persona. Occupa la nona posizione della graduatoria dei migliori giochi per PlayStation 3 c'è anche qui l'episodio conclusivo della saga più venduta di questa generazione, CoD: Modern Warfare 3. E' piaciuto davvero a tutti, il gioco funziona alla grande nonostante non brilli di certo per originalità tra le uscite di questi anni, quello che possiamo dire è che se ogni anno 20 milioni di appassionati fanno l'acquisto ben sapendo cosa li aspetta vorrà pur dire che il gioco è amato e entusiasma.



7° posto per LittleBigPlanet 2, titolo tanto bello quanto di nicchia, un genere che mancava da tempo e ritorna, il platform game era stato dato per morto, ma che invece è sempre vivo e vegeto. I tantissimi di livelli fatti tramite il potente editor lo dimostrano. Numero 6 l'atto finale della celebre serie di Solid Snake, ovvero Metal Gear Solid 4, cha ha ammaliato milioni di giocatori di tutta la terra facendo vedere la spettacolarità dei lunghi spezzoni in computer grafica.

Entriamo nelle prime 5 con Mass Effect 2, la space opera che dopo aver fatto sognare gli utenti Xbox 360 è approdata anche su PlayStation 3. Un gioco che ha avuto voti altissimi ma ha anche lasciato un po' perplessi primo atto era piaciuta molto. Quarto posto nella classifica dei migliori giochi per PlayStation 3 per Uncharted 3, recente seguito della saga di Nathan Drake. Un gioco che lascia ad occhi aperti, un vero e proprio film interattivo, ma che paga un po' di non aver più il fattore sbalorditivo del secondo capitolo e di aver un po' accantonato l'aspetto avventuroso platform in favore di quello shooter. Sul gradino più basso del podio troviamo un ex equo, The Elder Scrolls V: Skyrim e Batman: Arkham City. Due titoli diversissimi ma di grandissimo spessore, che hanno avuto davvero un successo enorme. Skyrim è un RPG davvero ampio pieno di sfaccettature, tanto spassoso e immediato quanto profondo e stratificato, capace di catturare milioni di utenti, non solo quelli avvezzi a draghi e punti esperienza. Batman: Arkham City è decisamente il miglior action adventure degli ultimi anni, graziato da una grafica strepitosa e da una maggiore libertà d'azione grazie ad aree più spaziose. Al secondo posto c'è di nuovo Nathan Drake. Uncharted 2: Il Covo dei Ladri fu una vera rivoluzione quando uscì nell'ottobre del 2009. Davvero assurdo ma soprattutto che riuscì di unire in modo perfetto meccaniche shooter, esplorazione e risoluzione di enigmi ambientali. Con l'aggiunta di una regia davvero eccezionale mai vista prima e soprattutto una {storia appassionante con dialoghi brillanti e colpi di scena a non finire. sempre verde tecnicamente fantastico, ma mai banale, con livelli dal design affascinante, boss giganteschi e soprattutto, come per Uncharted, un gameplay capace di bilanciare la frenesia degli scontri con sezioni in cui si dobbiamo completare degli enigmi ambientali. Forse il titolo più invidiato dagli utenti Xbox 360.

lunedì 7 maggio 2012

Videogiochi


Ci sono molti sistemi per far saltare sul divano dalla paura nei videogiochi? A cosa pensano i creatori per farci prendere dei gran spaventi? Cosa rende molti giochi horror vere e proprie pietre miliari e non semplici giochi banalmente paurosi? In questa nostra lista diremo in che modo gli ideatori ci costringono a dormire con la luce accesa o a farci urlare come matti nel cuore della notte.
Di certo il sistema più immediato, ma che colpisce subito nei videogiochi, ovvero mettere sul piatto gli effetti il più disgustosi che esistono, cercando quindi a colpire la pancia del giocatore e non la testa. Proprio per questo i nemici, anche i meno ”cattivi”, hanno sempre una sembianza poco incoraggiante, spettrale per dirla in breve. E se questo non bastasse magari ricoprire lo schermo di ragni e ragnatele e più in generale tutto quel genere di elementi ambientali che crediamo raccapriccianti e che non vorremmo vai vedere. Esempi di questo genere ce ne sono davvero molti, ma basta citare un gioco come Jericho, stracolmo di schifezze e sangue da tutte le parti, dove i nemici sono sfigurati, bruciati, deformi. In poche parole spaventosissimi.



Un'altro classico è, sono le tenebre. E' semplice. Tutto quello che non vediamo, l'ignoto ci fa paura e ci mette in una situazione insostenibile. Se conoscessimo sempre chi e quando ci attacca i survival horror sarebbero solo degli action a tutto tondo (qualcuno ha detto Resident Evil 4?) ma se noi non vediamo nessuno a causa delle tenebre avremo sempre la sensazione che qualcuno possa attaccarci in qualsiasi momento. In breve terrore allo stato puro. Tutto ha avuto inizio con il primo survival horror della storia Alone in the Dark. Un altro metodo "facile", anche se di grande effetto è quello dello shock, del BU! all'improvviso.
Accade allo stesso modo al cinema, nel nostro settore il primo Resident Evil ci ha fatto correre in bagno discrete volte. Ricordate ancora la scena dei cani che entrano all'improvviso? Ecco, ci riferiamo a quello. Se al buio e allo shock improvviso aggiungiamo musiche e effetti sonori paurosi, terrorizzanti e d'atmosfera  è meglio fare una capatina dal cardiologo prima di iniziare a giocare. In questo ambito lo sparatutto in prima persona F.E.A.R è un giusto esempio di un connubio di caratteristiche particolarmente efficaci. Un sistema più elegante e meno usato è quello di creare un protagonista sensibilmente meno forte degli avversari, talmente debole che ogni scontro, anche quelli abbastanza facili sono potenzialmente fatali. Per questo i survival horror veri hanno sempre protagonisti male armati e con munizioni risicate. Un altro modo estremamente ricercato ma anche poco utilizzato considerato che genera una serie di variabili e di lavoro ulteriore è quello di non far capire a chi gioca se la "realtà" che sta giocando è vera, se quello che sta combattendo è un parto della sua mente malata o della mente perversa degli sviluppatori.

Un classico è quello di Eternal Darkness in cui il terrore e la paura rende fuori di testa il protagonista con effetti diretti a schermo sulla percezione del sistema di gioco da parte del giocatore. Come inesistenti messaggi di errore della console, prospettive poco naturali, iprovvisi decessi e molto altro. Roba da fan di videogiochi horror. E poi c'è il sistema che ci porta a considerare quello che Freud ha battezzato disturbante. Ciò significa rivoltare totalmente oggetti e personaggi familiari, rendendoli pericolosi, innaturali, strani. In poche parole niente è più certo, ambienti familiari diventano incubi, non si sa più cosa è realtà e cosa è incubo. Silent Hill è stato il primo questo filone. Non c'è stato chi ha saputo fare di meglio.

mercoledì 2 maggio 2012

Devil May Cry HD Collection


Devil May Cry HD Collection rende possibile a tutti quelli che hanno una console next gen, ovvero PlayStation 3 o Xbox 360, di rigiocare i primi tre titoli della famosa serie, ovvero Devil May Cry, Devil May Cry 2 e Devil May Cry 3: Dante's Awakening, disponibili dal 2001 esclusivamente su PlayStation 2. Devil May Cry fa il suo esordio nel corso del 1998, appena dopo l'uscita di Resident Evil 2 e nelle intenzioni iniziali di Capcom sarebbe dovuto essere un sequel diretto del franchise zombesco della software house. Sin dall’inizio però, da quando ebbero inizio gli studi introduttivi si capì subito che il survival horror non avrebbe reso giustizia al il personaggio principale Dante e quindi con un repentino refresh di impostazione Devil May Cry divenne il simbolo del picchiaduro, dell'hack'n'slash "stilish" dove non è sufficiente solamente mettere KO i cattivi, ma è importante soprattutto il modo in cui li si uccide. Il gioco infatti spingeva il giocatore ad essere creativo grazie al sistema di combattimento, inanellando combo su combo, a terra e in aria, con molti tipi di armi diverse, cercando di avere il massimo del punteggio alla fine di ogni livello.  Un genere nuovo, che dal primo momento ha avuto un successo mondiale, e che ha spinto le software house all’epoca più conosciute a realizzare il loro Devil May Cry, tentando quindi di cavalcare l'onda di questo nuovo genere approdato sul mercato.
I primi tre episodi erano una esclsiva di Sony e gli utenti PC o Xbox non hanno mai potuto godere della frenesia del gameplay, la Devil May Cry HD Collection è quindi un’ottima chance per addentrarsi nel mondo di Dante nella gloria dell'alta risoluzione, con una grafica appariscente e la stabilità del frame rate, con in più dell'inserimento dei trofei, degli obiettivi e di alcune peculiartià in più.



Di tutti e tre i capitoli che compongono la Collection, allo stesso modo di quando uscirono i migliori sono il primo e il terzo atto, con il secondo criticato dagli appassionati perché meno difficile del primo, per un gameplay meno pulito e raffinato del precedente e per la visualizzazione grafica che inserendo in scena ambienti di gioco più grandi tralasciò qualcosa in termini di dettaglio. Nel bene o nel male Devil May Cry 2 ebbe un grande successo di vendite, circa due milioni di copie.

In conclusione la Devil May Cry HD Collection da la possibilità di giocare al meglio le avventure di Dante, meglio concentrato soprattutto in Devil May Cry 3: Dante's Awakening che migliorò decisamente la formula dei due titoli precedenti, allargando quanto di buono il primo e e un po’ meno il secondo Devil May Cry avevano creato.

giovedì 26 aprile 2012

Pandora's Tower


Ad un anno dall’uscita in Giappone, seguendo quindi un triste refrain della maggior parte delle i giochi in arrivo dal Giappone, giunge finalmente in Europa Pandora's Tower per Wii, il curioso action rpg ideato dagli studi Ganbarion e pubblicato proprio da Nintendo. Un titolo su cui l'azienda di Kyoto punta decisamente molto visto che il titolo fu presentato dal presidente di Nintendo Satoru Iwata cogliendo l’occasione di una conferenza degli azionisti. Tutto ciò rende fuori dubbio la grandezza del progetto, in un periodo in cui Nintendo si sta tenendo a galla con il pensionamento di questa generazione, con tutte le forze messe in campo per l’uscita a fine 2012 della nuova console WiiU.
Gli accadimenti narrati in Pandora's Tower ci portano a vivere la storia di Aeron e Elena, dei ragazzi che vivono nel Regno di Elysium, nel continente di Graecia. Inizia tutto quand Ceres, una ragazza viene scelta come cantante principale per l’Harvest Festival, ma proprio durante il grande evento gli abitanti vengono attaccati, in particolar modo Elena. La ragazza subisce una maledizione, ad Ende quindi, un ex-soldato ventiduenne, non può altro che farsi coraggio a quattro mani e partire in un pericoloso viaggio cercando di salvare Elena da quello che l'ha resa maledetta.



Pandora's Tower non è il classico Japan RPG, considerate le dinamiche di gioco dai connotati davvero action, ma il tutto è ricco di vari elementi ripresi da questo genere, iniziando dai luoghi carichi di atmosfera e dal grande peso dato alla storia, quindi alla narrazione, inserendo anche novità ideate appositamente per approfittare di ogni caratteristica della Wii. La forte connotazione action è data dai combattimenti in tempo reale dove Aeron può usare la spada come arma per i combattimenti corpo a corpo e la catena magica per quelli da lontano, da utilizzare col mirino a schermo, grazie il Wii Mote. Mettendo nell’obiettivo uno dei cattivi, il tempo rallenterà e l’area selezionata verrà resa più visibile e grande così da vedere più da vicino il punto da colpire per poi scagliare la catena per letali frustrate o per incatenare l'avversario. Tutto ciò schivando i colpi avversari ed eseguendo combo letali come in God of War.

Ad ogni modo non ci metteremo in gioco solo con scontri avvincenti. Le fasi di combattimento vanno di pari passo con altre che danno modo di perlustrare il mondo di gioco di Pandora's Tower, con qualche semplice enigma ambientale e puzzle da districare, passando anche in blande fasi platform dove la solita catena magica ci è d'aiuto per scalare o per raggiungere gli appigli più alti. Per concludere, action, esplorazione e tanta atmosfera per un prodotto che potrebbe essere un nuovo action rpg da tenere sott’occhio.

martedì 24 aprile 2012

Kinect Star Wars


Kinect Star Wars è la novità che ci trascina nell'universo di Guerre Stellari ma al contrario quanto detto sinora non sfrutta mouse e tastiera o gamepad, ma la periferica che permette di rilevare i movimenti, e quindi in esclusiva Xbox 360, Kinect. All’interno del gioco vestiremo i panni di un Jedi, sfruttando il sensore kinect per combattere con la lightsaber e per usare i poteri della Forza. La storia si colloca mentre la guerra dei cloni è in atto, quindi siamo dalle parti della nuova trilogia, ovvero gli episodi "nuovi" 1-2-3 e di certo da segnalare che possiamo affrontare la campagna in coop un amico vicino, sarà inoltre possibile combattere in vibranti lotte in multiplayer. E proprio per favorire il lato sociale di Kinect Star Wars il secondo giocatore entrare, senza passare da menù, in partita. Basta posizionarsi davanti alla televisione ed il gioco è fatto.



Le meccaniche di base del sistema di gioco sono come è sempre in questi casi molto semplici e alla portata di grandi e piccini, per consolidare il concetto alla base di Kinect, ovvero una periferica che da la possibilità di giocare anche chi non è solito farlo. Per far muovere il cavaliere Jedi protagonista con visuale dall’alto è necessario solo muovere gli arti. Simulare fendenti con le braccia attiviamo la spada laser dell’eroe, stendere con forza un braccio verso lo schermo darà vita una classica Spinta della Forza, da molti ovvero i puristi “Force Push", mentre "afferrare" con la mano uno dei nemici ci  permetterà di prenderlo e scagliarlo lontano come se fosse un un pupazzetto. Se poi tirare un calcio basterà alzare velocemente una gamba, con la stessa tecnica possiamo dare una ginocchiata. Solamente le mosse offensive saranno controllate dal giocatore, tutti gli altri movimenti del personaggio sono invece predefiniti dal gioco, che gestirà automaticamente gli spostamenti tra un'area e l'altra. Sarà un titolo su binari che ci da però ampia scelta su come colpire, da varie distanze contro i nostri avversari.

Non ci sono esclusivamente i scontri, saranno presenti anche presenti le avvincenti gare con gli sgusci, e anche qui lo sterzo viene del tutto simulato dai movimenti delle nostre braccia. Se poi vogliamo giocare sporco possiamo dare pesanti sportellate ai concorrenti, muovendoci con i fianchi a sinistra o a destra. Proprio come faremmo in un autoscontro, in questo caso decisamente virtuale. In definitiva Kinect Star Wars ha ogni possibilità per diventare un buon titolo che permette a tutti, soprattutto i piccini, di rivivere "dal vivo" l'universo nato dal genio di George Lucas. Siamo ovviamente all'opposto dei più conosciuti titoli "normali" tripla A, ma il lavoro fatto dagli sviluppatori sembra proprio che garantirà diverse ore di svago all'insegna di spade laser e poteri jedi.